La Lettura- La Concessione del Telefono di Andrea Camilleri
Siamo alla fine dell’Ottocento, nel 1891 per l’esattezza, in quel di Vigàta, provincia di Montelusa e la concessione di una linea telefonica non è cosa semplice, in quanto prevede un iter autorizzativo di una certa importanza.
Filippo Genuardi invia la sua richiesta a Sua Eccellenza Illustrissima Vittorio Parascianno, Prefetto di Montelusa. È il 12 giugno 1891 e la richiesta si chiude con: “Gratissimo per la benigna attenzione che V.E. vorrà dedicare alla richiesta, si professa devot.mo in fede”.
Per sfortuna di Pippo Genuardi, però, la richiesta di concessione di una linea telefonica non doveva essere inoltrata al Prefetto, quanto all’Officio Regionale del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, e quel che è peggio, il Prefetto si chiamava Marascianno, e non Parascianno. Da qui prende il via una strepitosa commedia degli equivoci, una concatenazione di eventi in un crescendo rossiniano. La penna sapientissima del maestro Andrea Camilleri ci regala un divertissement che fa sorridere e riflettere, una rappresentazione ironica e spietata delle umane debolezze e dei caratteri immutabili della nostra società.